Sei un Manager o sei un Leader?

Lo spunto per la stesura di questo articolo l’ho avuto dalla puntata di domenica notte di Glob – L’osceno del Villaggio (l’ultima), in cui il conduttore e comico, Enrico Bertolino, ha parlato della differenza tra leader e manager all’interno di un’azienda.

Ho subito collegato l’argomento al marketing e ho pensato, quindi, di analizzare un pò più nel dettaglio la questione.

Innanzitutto, chi è il leader?
Ci viene incontro la cara amica Wikipedia, che ci presta una delle sue definizioni:

Leader, persona di riferimento o al comando di un movimento o di un gruppo

Entrando un pò più nel merito, il vero leader è quella figura dotata di carisma che riesce a riscontrare un discreto seguito all’interno di un determinato ambito, che può essere, ad esempio, il luogo di lavoro.

E chi è il Manager?

Un manager è una persona che nell’azienda (sia essa pubblica o privata) ha la responsabilità del management, ossia del processo di definizione degli obiettivi aziendali e di guida della gestione aziendale verso il perseguimento di tali obiettivi…

In poche parole è quella figura lavorativa che amministra il lavoro e che ha sulle spalle il corretto funzionamento delle attività aziendali.
Per intenderci è il capo che da gli ordini ai suoi dipendenti, che a loro volta devono eseguirli.

Ma allora, meglio leader o manager?
Secondo me la soluzione migliore, come spesso avviene, è la via di mezzo: il capo tutto (e solo) carisma potrebbe alla lunga perdere parte della sua credibilità e, quindi, parte del suo seguito.
Conseguenza: sgretolamento dello Staff.

D’altro canto il capo “spara ordini” non è diciamo una figura ottimale, i dipendenti potrebbero sentire la pressione e questa si potrebbe riperquotere sui risultati lavorativi.
Conseguenza: scarsi risultati sul lavoro.

La formula della perfezione…
…NON esiste! Perciò non perdete tempo a cercarla!

Ecco i miei 3 consigli personali per essere un capo migliore:

  1. Siate innanzitutto voi stessi: cercare di apparire quello che non siete non vi farà sicuramente guadagnare la stima dei vostri dipendenti;
  2. Fatevi rispettare: il rispetto è alla base di tutto, se manca quello non manca il presupposto principale per parlare di collaborazione lavorativa;
  3. Carota e bastone: siate intransigenti nell’attività lavorativa, i dipendenti devono eseguire alla lettera le vostre direttive. Non siate troppo duri, e ogni tanto chiudete un occhio. Questo creerà un clima più disteso nella vostra azienda.
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